L’impronta ecologica delle strutture e dei servizi sanitari

Curatore della redazione per la RSS: Adriano Cattaneo

Introduzione

I servizi sanitari, a cominciare dagli ospedali, contribuiscono in maniera significativa all’impronta ecologica (nei terreni, nelle acque, in atmosfera) e quindi ai cambiamenti climatici che, oltre a causare danni all’ambiente, ne causano alla salute delle popolazioni. 1

Come un cane che si morde la coda, il servizio sanitario deve prendersi cura di disturbi e malattie che sono in parte causati dal servizio stesso (in aggiunta ad altri e più noti danni da iatrogenesi). L’impronta ecologica dei servizi sanitari è dovuta alle loro attività, ai prodotti e alle tecnologie che usano, all’energia e alle risorse materiali che consumano, ai rifiuti che generano, agli edifici che costruiscono e occupano. Questa impronta ecologica si può misurare e la si può suddividere per settore e attività da cui proviene. Dopo averla misurata, è possibile prendere misure per ridurla, agendo prioritariamente sui settori e le attività che ne sono responsabili, con priorità per quelli e quelle a maggiore impatto.

Calcolare l’impronta ecologica

Che si sappia, non esiste una stima dell’impronta ecologica dei servizi sanitari italiani, né a livello nazionale, né a quello regionale o locale, né in singole strutture o settori di attività. In ciò, l’Italia è in ritardo rispetto ad altri paesi:

  • In Inghilterra, l’impronta ecologica del SSN è misurata fin dal 1992. Da quell’anno al 2004 era aumentata del 26% ed era stata quantificata in 18.6 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica (MtCO2eq), il 25% di tutte le emissioni del settore pubblico2. Di queste 18.6 MtCO2eq, il 60% erano attribuite ai materiali acquistati e usati, il 22% all’energia consumata, il 18% a viaggi e trasporti. Nonostante qualche tentativo per ridurla3, l’impronta ecologica era salita a 22.8 MtCO2eq nel 2015, il 23% in più rispetto al 2004. 4 L’impronta ecologica è ormai misurata regolarmente in molti ospedali. 5 Ed è sempre più spesso misurata anche per specifici settori di attività, come per esempio la nefrologia e la terapia intensiva. 6,7

1 Watts N, Adger WN, Ayeb-Karlsson S et al. The Lancet Countdown: tracking progress on health and climate change. Lancet 2017; 389: 1151–64
2 Saving carbon, improving health: NHS carbon reduction strategy. National Health Service, Sustainable Development Unit, Cambridge, January 2009
3 https://www.theguardian.com/environment/2009/may/26/nhs-carbon-emissions
4 https://www.sduhealth.org.uk/policy-strategy/reporting/nhs-carbon-footprint.aspx 5 Vedi per esempio www.meht.nhs.uk/EasySiteWeb/GatewayLink.aspx?alId=22743
6 Connor A, Lillywhite R, Cooke MW. The carbon footprint of a renal service in the United Kingdom. QJM 2010;103:965-75 7 Pollard AS, Paddle JJ, Taylor TJ, Tillyard A. The carbon footprint of acute care: how energy intensive is critical care? Public Health 2014;128:771-6

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2019-03-27T10:20:47+02:00

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