Lupano F. Stipendiare moderatamente un medico. Alle radici della medicina primaria. Il Pensiero Scientifico Editore. 2025. Pg 147.
Marco Bobbio
Non si tratta di una riflessione sulla remunerazione economica dei medici, ma un’analisi profonda, documentata, ricca di annotazioni curiose e di citazioni gustose del mutamento d’identità del medico negli ultimi secoli. Il titolo, provocatorio, rimanda a una visione del passato in cui il medico era una figura di riferimento comunitario, il cui valore non era misurato esclusivamente dal profitto, ma dal prestigio e dall’autorità morale.
Lupano ripercorre la storia della medicina (“la lenta frana del medico generale”) fino all’avvio della riforma sanitaria del 1978, evidenziando il passaggio dal medico inserito nel territorio e conoscitore di abitudini, consuetudini, vizi, condizioni di lavoro e abitative, custode di un sapere olistico e depositario di una fiducia quasi sacrale, al medico mutualista che opera all’interno di un sistema burocratizzato dove la prestazione sanitaria è spesso ridotta a una voce di costo in un bilancio. La storia della medicina è raccontata in modo avvincente attraverso la trascrizione di testimonianze di medici preparati, consapevoli del proprio ruolo e professionalmente onesti e con la descrizione non accademica delle tre emergenze sanitarie dell’ottocento: la pellagra, la malaria e la tubercolosi,
Interessante assistere al passaggio dai medici che fin dall’800 riconoscevano nell’ambiente, nel lavoro e nelle condizioni di vita dei lavoratori la causa principale di molte infermità e oltre a prestare la propria assistenza si preoccupavano anche di migliorare le condizioni di vita dei loro assistiti, ai medici attuali che lavorano come se l’unico loro compito sia quello di prescrivere esami e medicine, come se la malattia fosse solo il risultato di un agente che colpisce un organismo. Non esiste più la medicina sociale, ma solo quella individuale che sta diventando medicina personalizzata.
In conclusione, l’opera suggerisce che “stipendiare moderatamente” non dovrebbe significare pagare poco, ma ritrovare una misura etica. Il recupero del rapporto medico-paziente e la valorizzazione del tempo dell’ascolto sono, per Lupano, gli unici strumenti per ridare senso a una professione che rischia di smarrire la propria anima sotto il peso della burocrazia e delle logiche di mercato.
