Garattini S. Prevenzione è rivoluzione. Per vivere meglio e più a lungo. Il Mulino 2023. Pg 176.
Tutti sanno e ripetono che prevenire è meglio che curare. Ma quanti investono energie per evitare che compaiano e si sviluppino malattie evitabili? Quanti alibi ci costruiamo quando ci raccontiamo che cominceremo a fare delle passeggiate dalla prossima settimana, che mangeremmo meno dolci se fossimo meno stressati, che un paio di sigarette al giorno (che poi diventano 5-10 nei periodi di crisi e durante le serate con amici) non fanno male, che la nostra genetica ci protegge visto che genitori e zii sono vissuti fino a quasi cent’anni, che tanto prendiamo tutte le mattine una manciata di integratori che prevengono qualunque malattia. “Tutti noi siamo assai bravi e molto fantasiosi in quest’opera di auto persuasione” scrive Silvio Garattini nel libro “Prevenzione è rivoluzione. Per vivere meglio e più a lungo” dove emerge tutta la sua contrarietà nell’osservare quante energie vengono sprecate per curarsi invece di investire tempo e risorse nel proteggere la propria salute. Il carico delle malattie grava sul singolo individuo che passa il confine tra sano e malato e assiste inerme alla trasformazione della sua vita, totalmente occupata a prenotare esami, visite, controlli e ad assumere farmaci, sulla sua famiglia che deve riorganizzarsi in funzione delle esigenze dell’anello che in quel momento diventa debole e sulla società nel suo complesso. “In molti casi – ribadisce Garattini – l’insorgenza di diverse patologie potrebbe essere evitata, o per lo meno rallentata o ritardata, se non avessimo dimenticato una componente fondamentale della medicine: la prevenzione”. Non si tratta però solo di una rivoluzione individuale, ma soprattutto collettiva perché le singole persone non possono farcela da sole ad affrontare tutte le condizioni a rischio. L’impegno per la prevenzione deve diventare patrimonio della società nel suo insieme (medici, infermieri, insegnati, politici, amministratori sanitari, economisti) perché evitare le malattie o “coltivare la salute”, come diciamo noi di Slow Medicine, deve diventare una priorità collettiva. Non solo per far vivere più a lungo le persone, ma soprattutto per farle vivere meglio. Garattini spiega molto bene che non contano tanto gli anni di vita guadagnati, ma quelli guadagnati in buona salute. Che senso ha allungare la vita se gli ultimi 10 anni uno li passa in un letto in uno stato di semicoscienza? “Un dato a cui dovremmo prestare maggiore attenzione è l’aspettativa di vita sana o HALE (Healthy Life Years Expectancy) che corrisponde al numero di anni vissuti senza limitazioni delle attività quotidiane, senza malattie croniche e invalidanti”.
Investire in prevenzione incide profondamente sul mercato della salute che investe per trasformare cittadini e pazienti in consumatori di farmaci, di procedure, di esami e di servizi per incrementare i bilanci di tutte quelle imprese che hanno investito sulle malattie e fanno di tutto perché le persone sane si sentano malate. “La cultura attuale guarda soprattutto ai rimedi, rispetto ai quali sono stati fatti sostanziali progressi, e tende a ignorare che molte malattie, non piovono dal cielo, dipendono da noi e dall’ambiente in cui viviamo”. Ormai è riconosciuto da tutti gli esperti che la nostra salute è interconnessa con quella del pianeta e quella di piante e animali, secondo il progetto dell’OMS One Health-Based conceptual framework “non si può costruire un piano di prevenzione con speranze di successo se non si esercita un approccio multidisciplinare, comprensivo e condiviso che riguarda ogni ambito della vita umana e non solo”
In fondo prevenire è abbastanza semplice:
◦ non fumare sigarette e prodotti che contengono nicotina e inducono dipendenza;
◦ limitare il consumo di alcolici, ricordando sempre che non esiste una quantità sicura;
◦ seguire una dieta equilibrata ricca in alimenti vegetali, cereali, legumi, proteine magre e povera di grassi saturi (specialmente animali), sale, zucchero o alimenti altamente processati;
◦ praticare un’attività fisica regolare compatibilmente con la propria età e le proprie condizioni di salute (per esempio problemi articolari, cardiovascolari ecc.);
evitare aumento di peso corporeo e obesità;
◦ cercare di dormire a sufficienza, almeno 7 ore a notte;
◦ sottoporsi regolarmente a vaccinazioni e screening quando opportuno per la propria fascia d’età, per il proprio genere, per le proprie condizioni di salute, e non sottoporsi invece a esami inutili che possono portare a inutili trattamenti.
Garattini ritiene che modificare la società e le nostre abitudini in una visione di prevenzione è una rivoluzione perché il mercato e le piacevoli abitudini spingono in tutt’altra direzione ed è convinto che molte malattie siano evitabili sulla base di decisioni personali e collettive. Per investire sulla nostra salute, dobbiamo sviluppare un sano egoismo, conclude Garattini.
Marco Bobbio
