NORME EDITORIALI

Lo stimolo a scrivere deve nascere dal desiderio di documentare un episodio nel quale la decisione sobria, rispettosa e giusta ha garantito un esito migliore.

Le storie devono essere vere e realmente accadute in qualunque situazione clinica: in un ambulatorio, in corsia, in un consultorio, in pronto soccorso, in un laboratorio. Non ci interessa conoscere come sarebbe il mondo dei sogni, ma il mondo attuale. L’autore può raccontare il caso dal punto di vista di uno dei personaggi o illustrare il proprio ruolo nella vicenda.

Il manoscritto non deve superare le 4.000 battute compresi gli spazi. Si tratta di un sacrificio necessario per rendere i testi leggibili e sfrondarli da particolari non essenziali.

Sono le persone a rendere interessanti le storie: per questo i personaggi coinvolgi devono essere reali, ma non riconoscibili. Si possono cambiare alcuni dettagli, ininfluenti ai fini del racconto: il sesso, l’età, la professione, il numero di figli, mantenendo sia la verosimiglianza della narrazione sia la riservatezza dei pazienti.

I nostri lettori sono medici e operatori sanitari, ma anche cittadini comuni, cui il racconto deve risultare comprensibile. Utilizzate termini il più possibile semplici, vanno evitati tecnicismi e il gergo medico. Non bisogna entrare in questioni troppo tecniche, limitandosi a spiegare in poche parole alcuni concetti essenziali per capire lo snodo della storia.

Aggiungete una frase che vi descriva e una foto in alta risoluzione; spedite il tutto a michelachiarlo@gmail.com. Un comitato editoriale valuterà il testo ed eventualmente vi chiederà qualche precisazione, qualche limatura, qualche correzione.

LE STORIE

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