Rischi locali e conseguenze planetarie

Scienza e decisioni in un mondo globalizzato

di A. Bonaldi

 

La scienza ci aiuta a capire come è fatto il mondo e come funziona ed è in continuo divenire. A mano a mano che procediamo sul cammino della conoscenza non solo apprendiamo cose nuove, ma scopriamo fenomeni inattesi e problemi irrisolti che ci pongono nuovi interrogativi e ci suggeriscono ipotesi interpretative diverse, fino a dissolversi nell’ignoto e nel mistero. Come ben ci ricorda Edgar Morin: “Bisogna apprendere a navigare in un oceano d’incertezze attraverso arcipelaghi di certezza, e predisporre la mente ad aspettarsi l’inatteso e a tollerare l’imprevisto1.

Più volte nel corso della storia ci siamo illusi di essere giunti al capolinea della conoscenza. “Ormai in fisica non c’è più nulla di nuovo da scoprire. Tutto ciò che rimane da realizzare sono misure sempre più precise”, affermava Lord Kelvin nel 1900, pochi mesi prima che Max Plank, con l’introduzione alla fisica quantistica, sgretolasse l’impalcatura su cui si reggevano i concetti di materia, energia, spazio e tempo.

Del resto poche verità hanno resistito alla prova del tempo. Il Sole non gira intorno alla Terra e la Terra non è al centro dell’universo, tempo e spazio non sono fenomeni assoluti, la realtà non è come ci appare2 e l’uomo è il prodotto di un processo evolutivo che si perde nella notte dei tempi. La scienza è il luogo del dubbio, dei dilemmi, delle discussioni e della scoperta, non, come qualcuno vorrebbe farci credere, il regno della verità. La verità si addice alla fede non alla scienza.

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